III Torneo di architettura, riqualificazione di Piazza dell’Emporio a Roma

Terzo classificato – Third place

Project team: A. Acciarino, A. Agresta, J. Costanzo.
ScreenHunter_02 May. 05 13.05

L’architettura non controlla pienamente ciò che organizza. La vita fa dell’architettura un po’ quello che vuole.

baukuh

Nel suo saggio di introduzione alla mostra “Roma interrotta”, intitolato Il Genius Loci di Roma, Christian Norberg-Schulz descrive Roma come una sintesi idilliaca di una componente ctonia ed una classica. Ambedue vengono individuate e prefigurate chiaramente dall’ambiente che circonda la città: l’Etruria, ricca di roccia tufacea, predisposta naturalmente a divenire teatro di paesaggi antropizzati, con le sue forre ed i suoi antri, archetipi del costruire, ed i colli Albani, non incerti ed introversi, ma saldi e ben leggibili, ideali per una pianificazione classica dei tracciati di fondazione e degli elementi imprescindibili per l’urbe romana, come il tempio, il foro, l’anfiteatro. Entrambe le forze, ctonia e classica, dionisiaca ed apollinea, affermarono la propria dignità d’essere ascoltando il paesaggio circostante, il cosiddetto genius loci. La nostra proposta si delinea a partire da un attento ascolto del luogo e da un successivo dialogo con gli elementi che contraddistinguono l’area di progetto. Nel caos urbano e nell’indeterminatezza di piazza dell’Emporio abbiamo riscontrato l’esigenza di un elemento nuovamente rappresentativo, carico di una simbolicità non secondaria. Varcando questa nuova soglia si scenderà, come nelle forre d’Etruria, attraversando uno scavo lungo millenni, che condurrà il fruitore all’interno di uno spazio protetto dal traffico, intimo, quasi ancestrale. Ed è proprio da questa forra che ci si potrà dirigere, correndo sotto il traffico carrabile, verso la luce apollinea del nostro elemento classico, un nuovo affaccio sul Tevere, una loggia ricavata nella sezione dei muraglioni che arginano il flusso del fiume. E’ questa riappropriazione di una vista privilegiata sul suo fiume, il dono più profondo che questo progetto vuole lasciare alla città. Varcare la soglia, addentrarsi nelle viscere di Roma. Ritrovare la luce di un tempo. Un tempo che non ci ha mai lasciato. FORO:FORRA

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