ROMA 2024

senato

In occasione della conferenza Sport e grandi eventi: una sfida per il Paese e il sogno olimpico, tenutasi  lo scorso dicembre presso la Sala Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”, lo studio ha presentato una ricerca riguardante le aree che sono state coinvolte per ospitare gli impianti sportivi nel corso delle precedenti Olimpiadi. Nello specifico si è iniziato con l’ultima occasione olimpica avuta nel Vecchio Continente, ovvero Londra 2012, sottolineandone alcuni aspetti virtuosi come la riduzione della capienza delle strutture sportive a Giochi terminati ed il successivo ridisegno dell’area, capace di offrirsi alla città come nuova centralità urbana. Nel caso di Roma, senza strozzare le aspettative che un grande evento è in grado di veicolare, bensì per evitare di perseverare in errori già commessi, si è scelto di porre sotto la lente di ingrandimento alcuni episodi di cattiva gestione degli impianti sportivi nella storia recente della città. Tra tutti: l’Ippodromo di Tor di Valle, il Velodromo Olimpico, lo Stadio Flaminio e la Città dello Sport, che ancora esibisce solo il proprio scheletro già divenuto cult. L’immagine conclusiva, un incontro d’amore – folle o salvifico? – tra Caffi ed Herzog & de Meuron, pone interrogativi suggestivi a cui non si è cercato di dare risposta.