Trinità dei Monti, proposta per il cantiere della scalinata

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La criticità propria degli interventi di restauro consiste nel creare condizioni spesso limitanti agli occhi del turista/fruitore, per la visione occultata degli spazi e per la loro inevitabile inaccessibilità.
L’intervento progettuale si presenta, così, come un’occasione temporanea di nuova percezione, unica ed eccezionale, dello spazio di Trinità dei Monti, che spettacolarizzi il cantiere ed al tempo stesso ne dichiari la presenza.
Ai piedi della scalinata si propone di collocare una grande quinta diafana che richiami i motivi architettonici della Roma barocca con curve concave e convesse. Seguendo un lessico contemporaneo la quinta sarà composta da un frame di elementi verticali che produrrà un gioco di trasparenze tra la piazza e la scalinata.
L’elemento di chiusura centrale potrà dare luogo a giochi di luce e proiezioni, mentre le ali laterali saranno un invito al percorso che prenderà luogo sul lato destro della scalinata.
Da via dei Condotti si avrà una visione sfocata di Trinità dei Monti, così da permettere la lettura stereometrica dello spazio ma non degli elementi caotici di cantiere che lo andranno ad abitare; avvicinandosi sarà invece possibile prendere parte all’intera scenografia urbana. Lo stesso criterio verrà utilizzato lungo tutto il percorso: a distanza la parete inviterà al movimento, in quanto sarà percepita come volume unico; avvicinandosi sarà possibile leggere per intero gli spazi.
Per spettacolarizzare l’ascesa e la discesa della porzione di scalinata si utilizzerà nuovamente il tema del concavo e convesso, evocando nel percorso le spire di un serpente, citazione di uno dei temi iconografici ricorrenti della maison Bulgari.

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