Roman Rhapsody

 

Project team: G.Corbo, J. Costanzo, V. Guerrisi

Collaborators: L.M. Balestrazzi, D. Cohen, A. Papageorgiou, A. Tanzola

 

Rhapsody: un brano musicale che non ha una struttura formale ed esprime sentimenti forti

L’appartamento, collocato nel centro storico di Roma – in adiacenza alla chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi, opera di Martino Longhi il Giovane – è stato trasformato, attraverso un intervento di ristrutturazione e restauro, in residenza per un giovane professionista. Lo spazio interno, affollato da una grande abbondanza d’opere d’arte e da elementi d’arredo d’autore, diventa quasi un apparato effimero, le cui stanze accolgono le folies du roi.

L’obiettivo era delineare un ambiente ritmico, capace di relazionarsi sia con la posizione strategica dell’edificio sia con le stravaganze del suo inquilino. L’impianto spaziale, rimasto pressoché inalterato, si articola per mezzo di una una sequenza di stanze, inaspettatamente versatile, che consente infinite possibilità di comunicazione tra gli ambienti. Una suddivisione per capitoli che diviene escamotage narrativo e chiave di lettura dell’appartamento. Ogni stanza si compie come spazio concluso, quasi in competizione con le altre. Una rapsodia di voci compresa tra un luminoso pavimento in graniglia di marmo ed un pregevole soffitto a cassettoni su travi lignee in castagno, le quali ora gravitano su di un abaco surreale di elementi più o meno dissonanti: dal minimal al pop, di modernariato come high tech.

Flavia Rossi ©

Flavia Rossi ©

Flavia Rossi ©

Coerentemente con l’ornato baroccheggiante che caratterizza la facciata del Longhi, l’appartamento dialoga in modo spensierato con la romanità che lo circonda e pervade, facendo sfoggio di installazioni artistiche, corpi illuminanti, arredi cult già noti o site specific da noi disegnati.