ATER UDINE

“Non ci vuole un nuovo modo di costruire. Ci vuole un nuovo modo di vivere” scrive Bernard Rudovsky. Nell’ultimo secolo il progresso tecnologico ha portato alla nascita di moltissime possibilità costruttive, architettoniche, strutturali e impiantistiche; tuttavia, il modo di vivere la casa si è andando via via omologando da nord a sud, quasi non importasse se la costruzione fosse al mare o in montagna, in un clima umido o secco, caldo o freddo. Il progresso tecnologico è stato tale da sopperire a questo impoverimento della qualità progettuale e le nostre case hanno via via perso ogni relazione con l’ambiente circostante. Le conseguenze di questo approccio architettonico alla costruzione sono sotto gli occhi di tutti e oggi la natura con i cambiamenti climatici da un lato e le città con le problematiche sociali di integrazione dall’altro ci presentano il conto. La nostra casa si propone, tra gli altri, lo scopo di riscoprire una nuova relazione di empatia tra costruzione e natura, tra costruzione e comunità.