Public Housing restoration
Location: Udine, Friuli – Venezia Giulia (IT)
Year: 2022
Project team: Gabriele Corbo, Jacopo Costanzo, Valeria Guerrisi
Collaborators: Angela Tanzola, Cristina Tascioni
“Non ci vuole un nuovo modo di costruire. Ci vuole un nuovo modo di vivere” scrive Bernard Rudovsky. Nell’ultimo secolo il progresso tecnologico ha portato alla nascita di moltissime possibilità costruttive, architettoniche, strutturali e impiantistiche; tuttavia, il modo di vivere la casa si è andando via via omologando da nord a sud, quasi non importasse se la costruzione fosse al mare o in montagna, in un clima umido o secco, caldo o freddo. Il progresso tecnologico è stato tale da sopperire a questo impoverimento della qualità progettuale e le nostre case hanno via via perso ogni relazione con l’ambiente circostante. Le conseguenze di questo approccio architettonico alla costruzione sono sotto gli occhi di tutti e oggi la natura con i cambiamenti climatici da un lato e le città con le problematiche sociali di integrazione dall’altro ci presentano il conto. La nostra casa si propone, tra gli altri, lo scopo di riscoprire una nuova relazione di empatia tra costruzione e natura, tra costruzione e comunità.

Nella proposta progettuale il modulo da rapporto dimensionale diviene elemento architettonico, concepito come oggetto, scatolare, prefabbricato e autoportante, da realizzarsi in officina come entità volumetrica abitabile, completa e finita in ogni sua parte funzionale da montare a secco in cantiere per semplice sovrapposizione e aggregazione delle parti.
Nella genesi compositiva del modulo è possibile scegliere il materiale costruttivo da utilizzare tra il legno, facilmente reperibile viste le grandi quantità di territori boschivi del territorio locale, e il calcestruzzo, pensato per riutilizzare in parte i materiali lapidei provenienti dalle demolizioni degli edifici esistenti. Entrambe le soluzioni prospettate sono pensate nell’ottica dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale e permetto all’ATER Udine di avere una maggiore flessibilità nell’individuazione delle imprese di costruzione.


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