Riqualificazione dell’area dell’antico Fontanile Quinzi a Cese di Preturo (AQ)

Project team: A. Acciarino, G. Corbo, J. Costanzo.

Collaborators: F. Bour, G. Celano.

Pastorale radicale_

Si potrebbe presentare l’intervento proposto, presso l’area prospiciente il fontanile Quinzi, dissertando sul tema della semplicità in architettura.
Tema che a noi interessa e su cui spesso torniamo a confrontarci.
Eppure ci sembrano sufficientemente eloquenti le parole già scritte da Tessenow in merito, anni addietro:

“Se ciò che è semplice non sempre è il meglio, il meglio è sempre semplice”.
O ancora, vista la dimensione ludica di un prato di campagna, come non raccontare di Cruijff, quando afferma: “Giocare a calcio è semplice. Ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile che ci sia”.
Abbiamo da subito inteso il progetto come un esercizio in opposizione a qualsiasi arbitrario atto creativo.
Il fontanile è da intendersi come una presenza discreta, ma evocativa. Capace di custodire integra la lezione di un monumento. Un monumento illuminista, preciso e razionale, ad una cultura passata che non si deve smarrire. Una cultura aggregativa e dignitosa.
Il progetto si sostanzia per mezzo di azioni che diventano elementi architettonici, mai antagonisti al fontanile stesso. Pochi elementi capaci di sublimare una vocazione ancestrale di accesso all’acqua. Pochi semplici elementi.
Un recinto, un basso muretto – quasi un cordolo – che delimita rispettosamente l’area.
Una doppia scalinata, compresa e protetta da due alte mura, intesa come momento di ascensione panoramica e contemplativa verso le montagne, completa la seconda preesistenza, il modesto serbatoio.
Un’altalena, come elemento che inviti ad una fruizione giocosa e possibilmente metafisica dell’area retrostante il fontanile. Ed infine una stele, in grado di tramandare ai posteri la storia che stiamo narrando.

Un percorso fatto di oggetti, da camminare lentamente oppure di corsa. Recuperando memorie perdute.

IMG 3PLANIMG 1

IMG 2