Un ascensore per Carbognano

Risalita dal Parcheggio di Via Fabrica a Carbognano (VT)

Project team: G.Corbo, J. Costanzo, V. Guerrisi with M. Cosimi

Collaborators: L. Giannone, L. Marcacci Balestrazzi, M. Sicari, A. Tanzola.

Carbognano è un antico borgo laziale situato ai piedi dei monti Cimini, sulle pendici orientali del recinto craterico del lago di Vico. Il suo centro storico, probabilmente sorto come presidio strategico in epoca Etrusca, quindi Romana, è adagiato su un’altura definita dalla confluenza di due vallecole tributarie che ne hanno condizionato lo sviluppo. L’avvallamento occidentale costituisce la spina dorsale della parte urbanizzata, la cui fila indiana di piccole abitazioni, disposte lungo la via Fontanavecchia, invita a risalire fino alla parte alta della cittadina. La valle orientale, che trova invece la sua vocazione nell’agricoltura e nella presenza di folti castagneti e noccioleti, come una lingua si insinua nel territorio risolvendosi disordinatamente nei pressi della chiesa di Sant’Anna. L’area che interessa la proposta di progetto ha il delicato compito di definirsi cerniera tra questi due sistemi territoriali, colmando quella che appare come una lacuna nel perimetro della città storica, definendo contestualmente un margine gentile, tra il tessuto urbano ed il verde.

Il progetto prevede una duplice soluzione di risalita. Un sistema dolce di rampe risale lungo il versante roccioso dello sperone, offrendosi come sfondo dell’ascensore che, con il suo volume triangolare si inserisce nel paesaggio come fosse uno dei campanili delle numerose chiese di Carbognano. Una scalinata alla sua base assolve il ruolo di nobilitare l’ascensore, dotandolo di un basamento che lo innalza rispetto alla quota di partenza, e che contemporaneamente ne riduce l’altezza totale, riportandolo quindi alla scala delle preesistenze architettoniche del contesto. L’inserimento nel paesaggio — cruciale, in quanto questo particolare scorcio è protagonista tra le vedute iconiche di Carbognano — è affidato non solo alla soluzione formale dei singoli elementi che richiamano ora l’edificato ora la roccia della montagna, ma anche all’utilizzo dei materiali locali che, lungi dal tentare un mimetismo storico, vengono reinterpretati in dialogo con la cittadina viterbese.