Nuovi uffici giudiziari a Catania

Concorso di progettazione

 

Project team: G. Corbo, J. Costanzo, V. Guerrisi

Collaborators: C. Condemi, A. Tanzola, C. Tascioni

Sul fronte orientale dell’area d’intervento si erge il tribunale, sede dei nuovi uffici giudiziari. Il resto del lotto, in continuità con viale Africa, diventa una vasta piazza pubblica, articolata su più livelli sovrapposti.

Una creatura marina o interstellare, dallo spiccato valore iconico, come l’enigmatico sasso — cutiliscio — di Giacomo Leone, al quale si accosta e su cui posa lo sguardo. Il grande tribunale, il cui carattere principale risiede nel rinnovato equilibrio tra la città ed il Mar Jonio, avrà un rivestimento rosso, nutrito di sfumature antracite, tipico della rena etnea. Diventerà il simbolo di Catania, generandosi dalle sue remote radici laviche.

Pur volendosi risolvere come nuovo landmark di Catania dallo spiccato valore simbolico, l’edificio attiva un confronto con le emergenze architettoniche, paesaggistiche e naturali presenti nel contesto: la città con il suo mare, la terra ed il vulcano. Considerando l’imponente piano al cielo che conclude e corona il progetto, potremmo ritenere questo confronto come rivolto a tutti e quattro gli elementi naturali: fuoco, terra, aria ed acqua.

L’edificio è allegorico, racconta di una natura marina, si rivolge al mare, dal quale sembra essere emerso. Il vulcano è il suo traguardo a nord, laddove si concede a l’Etna, spogliandosi del proprio rivestimento. Da un punto di vista compositivo, la sua natura palindroma — come la bilancia che simboleggia la giustizia — enfatizza gli edifici posti ai lati, due pregevoli interventi dell’arch. Leone: lezioni di una stagione della modernità particolarmente fertile per la complessa storia urbana di Catania, la cui memoria non é lecito smarrire. Il progetto condivide con essi una certa carica evocativa.