TOKYO NON ESISTE

Copertina d’artista #476 – La Lettura, Domenica 10 Gennnaio 2021

Project team: Gabriele Corbo, Jacopo Costanzo, Valeria Guerrisi

Collaborators: Angela Tanzola, Cristina Tascioni

“Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure”, sottolinea Italo Calvino nel suo romanzo Le citta invisibili. Con la stessa visione combinatoria in cui Calvino ricerca mescolanze nascoste nell’opera e nel linguaggio, anche la nostra copertina presenta un insieme di relazioni metaforiche sull’idea di città. L’autore è nascosto in un acronimo, War, che sta per Warehouse of Architecture and Research e che cela l’identità di tre giovani architetti impegnati, oltre nella tradizionale progettazione, a indagare attraverso collage e onirici disegni digitali, la filosofia del progettare e l’identità culturale della città. Con alle spalle una attività poliedrica (mostre, editori di riviste, attività accademica e curatoriale) i tre autori sono Valeria Guerrisi (Pisa, 1988), Gabriele Corbo (Pesaro, 1988) Jacopo Costanzo (Roma, 1988). Si autodefiniscono “bottega manierista” e come i manieristi seicenteschi, sperimentano nuovi linguaggi nell’evocazione ironica di modelli classici, qui attinti dalla storia dell’architettura moderna e contemporanea e visti simbolicamente da una finestra: uno sguardo su progetti reali ed utopici come appassionata dichiarazione d’amore per il “fare” architettura. 

Gianluigi Colin

Tokyo non esiste – WAR ©

«Tokyo non esiste» è una città immaginaria, eppure visibile perché disegnata, ancor prima ideata, discussa e progettata. Oltre al nome, riprende dalla metropoli giapponese la densità sbalorditiva, qui diversamente declinata in un contesto tropicale. L’orizzonte viene osservato dall’interno di una camera, una stanza, uno studiolo in penombra dove, con ogni probabilità, si è lavorato per costruire il disegno. Si intravedono, al di fuori della finestra, architetture note mai realizzate, insieme ad edifici esistenti — altrove — dislocati, camuffati, se necessario alterati. Si intravedono progetti reali ed utopici, più o meno sopravvissuti dentro e fuori il perimetro della Storia. Il disegno, realizzato per mezzo di un’azione di montaggio digitale, prosegue una tecnica teorico-compositiva cara agli autori. La bottega manierista di WAR prende nota degli scarti come degli episodi eroici interni alla disciplina architettonica, senza soluzione di continuità. Accumula, cataloga, cestina, smonta e riassembla architetture eccellenti in ogni occasione progettuale. In Tokyo non esiste lo studio alterna edifici cult e d’autore a progetti nati tra le mura del deposito romano, lungo il loro peculiare percorso di ricerca, immaginifico e professionale.
Tokyo non esiste è un cadavre exquis generatosi per osmosi, reciproca compenetrazione di idee ed affinità elettive, dichiarazione d’amore nei confronti del progetto d’architettura.